LE TARANTE

Le Tarante (per i denari)

Nel seme convivono più simboli: la taranta, l’uroboros, ossia il serpente che si morde la coda, presente in molti luoghi sacri, il tamburello, strumento per eccellenza della terapia del tarantismo, rito studiato dall’etnologo Ernesto de Martino e dalla sua équipe nel 1959. Infine il dio che danza, inciso nella grotta dei Cervi a Badisco, il complesso pittorico neolitico più imponente d’Europa e scoperto il 1 febbraio del 1970 dal Gruppo Speleologico Salentino “P. de Lorentiis” di Maglie.

Analizziamo ora il seme delle tarante per scoprire che è composto da quattro simboli che sintetizzano il rito del tarantismo:

a) Taranta

b) Uroboros

c) Tamburello

d) Il dio che danza

Di seguito i riferimenti dai quali sono tratti:

Uroboros

La taranta

Il tamburello

Il tarantismo:

Trailer di Gianfranco Mingozzi il primo documento filmato sul tarantismo, Kurumuny

Si ipotizza che il dio che danza, presente nella Grotta dei Cervi di Porto Badisco rappresenti una figura sciamanica che balla sopra due serpenti (le due S), da questa ipotesi nasce la connessione con i rituali pagani legati al tarantismo e alle tarantate.

Il dio che danza

Pittogrammi

La Grotta dei Cervi

Le figure:
L’otto è una donna che balla la pizzica

Il nove è vestito con gli abiti tradizionali di Gagliano del Capo.

Il dieci è san Paolo, santo guerriero convertito al cristianesimo sulla via di Damasco, protettore di tutti gli animali striscianti e delle tarantate. È festeggiato con san Pietro il 29 giugno.