Calimera: il leccio e il periodo della guerra

Una ricerca a cura di Alessandro Sicuro

Nella bellissima foto sono ritratte le vedove di guerra del paese di Calimera (Lecce) che il 4 novembre, giornata dell’Unità dItalia, si recano presso il Largo Opera (attuale Villa comunale). Il nome viene da Opera di San Brizio, perchè erano i terreni donati al Santo patrono di Calimera. Subito dopo la guerra nel Parco della Rimembranza, questo il nome dato al luogo del ricordo, furono piantate novanta querce (lecci), in dialetto “alìzza”. Sul tronco di ciascun albero fu posto il nome di un Caduto della Prima Guerra Mondiale. Le vedove legavano il fascio di fiori all’albero del loro caduto. Sul monumento dei caduti si faceva l’appello e uno dei familiari del disperso o morto in guerra esclamava urlando: “Presente”. Gli arbusti sono ancora nella Villa Comunale, fatta eccezzione per pochi esemplari, poi espiantati. Il rituale invece è scomparso negli anni.

Del parco, attorno all’antica chiesetta di San Brizio, scrive, nella poesia che segue, Francesco Colaci. Ci penserà poi Massimo Picicco, professore di violino presso il Teatro San Carlo di Napoli, a musicare il componimento poetico.

AVE O BRIZIO (di Francesco Colaci)
Ave o Brizio Protettore
della nostra Calimera,
verso te con fede vera
noi volgiam la nostra mente e il cuore.

Non domati in ampia guerra
che bandì la mezzaluna,
i nostri avi quella terra
dove nacquero lasciar.

Qui la nostra patria sorse
cui per stemma dietro il sole,
e benigno il ciel soccorse
dando loro il Protettore

in te Brizio che volesti
dalla Gallia qui venire
e benigno gli eleggesti
pegno eterno del suo amore

nel tempietto a te sacrato
tra le vie di rimembranza,
ove il popolo si aduna
a solenne ricordanza.

All’appello dei caduti
s’ode il grido qui presente!
e quei nomi di vittoria
sono simbolo vivente.

Se a novelle gesta Italia
debba i figli suoi chiamare
sulle madri, sulle spose
veglia nume tutelare.

Sia cagione di letizia
il pensiero della sorte
ai lor cari riservata
nella vita o nella morte.

Tali sensi a noi tu spira
o potente Protettore,
e con essi il nostro amore
verso te si eleverà.

Ringraziamo per il racconto Franco Corlianò, Vito Bergamo e Pino Gemma, cittadini calimeresi e custodi di antiche memorie. Inoltre ringraziamo tutto il gruppo facebook Kalimeriti, nel quale abbiamo reperito la foto della processione. La web-community da tempo ha iniziato una raccolta di materiale storico culturale sugli usi e i costumi di Calimera. La foto della processione è stata pubblicata per la prima volta sul libro “Calimera ai suoi caduti nella prima e nella seconda Guerra Mondiale” a cura di Franco Corlianò. Un ringraziamento speciale va a La Casa-Museo della Civiltà Contadina e della Cultura Grika che ci ha gentilmente aiutato nella ricerca mettendoci a disposizione il libro Calimera stralci di vita economica dal 1900 al 1960 con il quale abbiamo completato il racconto e dal quale abbiamo estrapolato la foto del Largo Opera e la poesia di Francesco Colaci.